News Finanza Indici e quotazioni Wall Street giù, paga escalation tensioni Russia-Occidente. Dietrofront tassi Treasuries, mentre petrolio schizza di oltre +4%

Wall Street giù, paga escalation tensioni Russia-Occidente. Dietrofront tassi Treasuries, mentre petrolio schizza di oltre +4%

Sessione negativa per Wall Street, che continua a guardare agli sviluppi geopolitici legati alla guerra tra la Russia e l’Ucraina. Di poco fa l’annuncio del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, che ha reso noto che l’alleanza dispiegherà altre forze militari in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia. Alle 15.30 ora italiana, il Dow Jones scende di oltre 200 punti (-0,61%), a 34.593 punti; lo S&P 500 arretra dello 0,44% a 4.491, mentre il Nasdaq Composite scende dello 0,46% a 14.044.

Stoltenberg ha fatto l’annuncio nel corso della conferenza stampa precedente al summit tra i leader della NATO, che si terrà domani a Bruxelles. Dal canto suo il presidente americano Joe Biden, che sarà presente al summit, ha definito “una minaccia reale” il possibile uso di armi chimiche, da parte della Russia di Vladimir Putin, contro l’Ucraina.

A parlare oggi è stato anche il presidente russo Vladimir Putin, che ha detto che la Russia ha “intenzione di passare ai pagamenti in rubli nelle operazioni di vendita del gas ai paesi non amici”. Ciò significa, praticamente, che la Russia continuerà a vendere gas, ma accetterà solo pagamenti in rubli, e non in dollari o euro.

Dopo la fiammata delle ultime ore, ritracciano i tassi sui Treasuries Usa: quelli decennali sono volati nelle ore precedenti fino al nuovo record dal maggio del 2019, fino al 2,417%, continuando a scontare l’effetto delle dichiarazioni del numero uno della Fed, Jerome Powell. Al momento i rendimenti ritracciano dal record, in flessione al 2,366%.

Prezzi del petrolio tornano a volare sulla scia dell’escalation delle tensioni tra l’Occidente e la Russia, prezzando anche la diffusione dei dati sulle scorte Usa da parte dell’American Petroleum Institute.

I numeri hanno messo in evidenza che, nella settimana terminata lo scorso 18 marzo, le scorte di petrolio degli Stati Uniti, maggiore consumatore di oil al mondo, sono scese di 4,3 milioni di barili. Gli analisti avevano previsto invece una crescita.

Il Brent balza di oltre il 4%, oltre quota $120 al barile, così come il WTI, che sale di oltre il 4% oltre quota $113.

Attese nuove sanzioni Usa contro la Russia, che dovrebbero essere annunciate dal presidente americano Joe Biden nell’incontro con i leader Ue che si terrà domani a Bruxelles.

Nella sessione di ieri, il Dow Jones Industrial Average è balzato di oltre 250 punti, lo S&P 500 è avanzato dell’ 1,1%, mentre il Nasdaq Composite ha sovraperformato il mercato, balzando del 2%.