Wall Street: futures positivi, si scommette su Fed super-dovish. Euro supera $1,22 per prima volta dal 2018

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Laura Naka Antonelli

16 dicembre 2020 - 12:35


MILANO (Finanza.com)

Futures Usa positivi, nel giorno dell'annuncio della Federal Reserve, in calendario alle 20 ora italiana, e della conferenza stampa del numero uno Jerome Powell, attesa per le 20.30.

I futures sul Dow Jones salgono di 68 punti; positivi, anche se in misura lieve, anche i futures sullo S&P 500 e sul Nasdaq 100.

La sessione di ieri per Wall Street è stata positiva: il Dow Jones Industrial Average è salito di337,76 punti a 30.199,31; lo S&P 500 ha segnato un progresso dell'1,3% a 3.694,62. Il Nasdaq Composite è balzato dell'1,3% a 12.595,06, segnando un valore di chiusura record.

Forti sono stati gli acquisti sul titolo Apple, balzato ieri del 5%. Apple ha dato una spinta anche ai titoli delle società asiatiche due rifornitrici, balzati dopo che il quotidiano finanziario giapponesi Nikkei ha riportato rumors, secondo cui il colosso di Cupertino prevede di produrre da 95 milioni a 96 milioni di iPhone nella prima metà del 2021, un aumento di quasi il 30% rispetto all'anno precedente. Nel nuovo target di produzione sarebbe inclusa la nuova linea di iPhone 12 e i vecchi modelli di iPhone 11 e iPhone SE. Il titolo è per ora piatto in premercato.

Tornando al market mover Fed, è possibile che Jerome Powell & Co. annuncino un outlook sulla crescita del Pil Usa di lungo termine più positivo, grazie alla ultime notizie sui vaccini anti-Covid-19, con le vaccinazioni iniziate negli Stati Uniti l'altroieri.

Allo stesso tempo, la banca centrale Usa potrebbe deludere quegli investitori che scommettono sul cambiamento del suo programma di acquisti di asset Quantitative easing.

Gli analisti sono divisi nel prevedere cosa farà la Fed con il QE: secondo alcuni, l'istituzione potrebbe decidere di estendere la duration degli acquisti di Treasuries di lungo termine, il che significa che verrebbero aumentati gli acquisti di titoli di stato con scadenza a 10 e 30 anni. Una tale mossa aiuterebbe a tenere sotto controllo i tassi di più lungo termine, che hanno un impatto sui mutui e su altri prestiti.

In ogni caso, in generale il consensus prevede che la Fed sarà super dovish, confermando tutte quelle manovre di politica monetaria accomodante che hanno permesso all'economia americana di fronteggiare la crisi del coronavirus COVID-19.

L'ottimismo sull'effetto combinato dell'aiuto della Fed e del piano di stimoli Usa porta i tassi sui Treasuries Usa a 10 anni a salire allo 0,923%, e quelli a 30 anni ad aumentare all'1,672%.

Riguardo al piano anti-Covid, una speranza sull'ok del Congresso Usa dell'ultima proposta bipartisan è arrivata dal leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell che, stando a quanto riferito dalla NBC News, ha parlato di "progresso significativo" nelle trattative con i democratici.

La propensione al rischio mette sotto pressione il dollaro, a vantaggio dell'euro e della sterlina.

Quest'ultima sale anche scommettendo su un accordo commerciale con l'Unione europea nel post Brexit. Dopo essere balzata dello 0,9% sul dollaro nella sessione della vigilia, la sterlina avanza dello 0,36% a %1,3508, non lontano dagli $1,3540 di inizio mese, valore massimo dalla metà del 2018, dunque in oltre due anni.

Molto solido anche l'euro, che sale dello 0,37% a $1,2196, dopo aver superato nelle ultime ore quota $1,22.

La soglia psicologica è stata superata per la prima volta dall'aprile del 2018.

Il dollaro arretra anche nei confronti dello yen, cedendo lo 0,33% a JPY 103,33.

Il Dollar Index è scambiato a 90,447 punti, dopo essere scivolato nella sessione di ieri fino a 90,419 punti, al minimo dall'aprile del 2018.

Intervistato dalla Cnbc Bart Wakabayashi, gestore della filiale di Tokyo di State Street Bank ha affermato che, con il livello di supporto precedente di 91 punti che ora è diventato resistenza, il Dollar Index potrebbe cadere fino a 88 punti.

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