Wall Street: Dow Jones +250 punti, Disney +7% post bilancio. Rally oro fin oltre $2.050, euro verso $1,19

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Laura Naka Antonelli

5 agosto 2020 - 15:51

MILANO (Finanza.com)

Wall Street in rialzo, con il Dow Jones che sale di 250 punti circa (+0,92%), a 27.076 punti; il Nasdaq avanza di appena +0,11% a 10.952 punti, mentre lo S&P 500 mette a segno un rialzo di mezzo punto percentuale, a 3.222 punti.

Il Dow Jones e lo S&P 500 salgono per la quarta sessione consecutiva, mentre il Nasdaq è reduce dal valore record di chiusura inanellato per la quinta seduta consecutiva.

In tutto il 2020, il listino hi-tech ha chiuso a valori record per ben trenta volte.

La borsa Usa riesce a superare, per ora, la prova del report occupazionale del settore privato stilato da ADP: un report "monstre", decisamente peggiore delle attese, da cui è emerso che, nel mese di luglio, sono stati creati soltanto 167.000 nuovi posti di lavoro, una frazione di quegli 1,88 milioni di posti di lavoro che gli analisti avevano stimato.

Il dato di giugno è stato comunque rivisto al rialzo, da una iniziale crescita di posti di lavoro pari a 2,4 milioni, inizialmente riportata, a ben 4,3 milioni di unità.

I fari sono sempre accesi sulle trattative al Congresso Usa tra democratici e repubblicani, volte a sfornare un nuovo piano di stimoli economici anti-COVID avrebbero fatto qualche progresso.

Così Lindsay Bell di Ally Invest alla Cnbc: "Credo che il mercato stia anticipando un accordo sul pacchetto di stimoli". Detto questo, "potremmo dover aspettare qualche settimana e l'incertezza potrebbe tradursi in una maggiore volatilità".

Intanto, dal fronte Usa-Cina, arrivano le indiscrezioni del Wall Street Journal, secondo cui il rappresentante Usa al Commercio Robert Lighthizer e il vicepremier cinese Liu si incontreranno alla metà di agosto per discutere sull'intesa sulla Fase 1 raggiunta tra i due paesi alla metà di gennaio, primo pilastro per allentare le tensioni commerciali tra le due potenze.

Dal fronte societario, titolo Disney in rialzo di quasi +7%, dopo che il colosso dell'intrattenimento Usa ha diffuso nella giornata di ieri risultati di bilancio contrastati, relativi al suo terzo trimestre fiscale.

Il titolo beneficia soprattutto delle dichiarazioni dell'AD Bob Chapek, che ha annunciato il lancio di un nuovo servizio di streaming, aggiungendo allo stesso tempo che chi ha già un abbonamento a Disney+ potrà vedere in via esclusiva il live-action di Mulan.

Novità Mulan a parte, Disney continua sicuramente a soffrire l'impatto del coronavirus su alcuni suoi business, come quello dei parchi tematici, che ha visto affondare il fatturato dell'85% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il colosso ha accusato nel complesso una perdita netta di $4,72 miliardi, dovuta in gran parte agli oneri legati alla sua precedente acquisizione di Twenty-First Century Fox, inclusi i costi sostenuti per la liquidazione e le spese di integrazione.

L'attivo per azione adjusted si è attestato comunque a 8 centesimi per azione, meglio della perdita di 64 centesimi per azione attesa dagli analisti intervistati da Refinitiv. Il fatturato è stato pari invece a $11,78 miliardi, rispetto ai $12,37 miliardi stimati.

Nikola sotto pressione, il titolo è scivolato fino a -14% dopo che il produttore di veicoli elettrici ha riportato una perdita, nel secondo trimestre, peggiore delle attese, a causa dell'impatto COVID-19.

Prosegue la corsa scatenata dell'oro, che estende il rally delle ore precedenti che lo ha portato a sfondare la soglia dei 2.000 dollari all'oncia, con il contratto spot volato fino a $2.030,72 all'inizio della sessione in Asia. Il contratto spot corre ancora, salendo dell'1% circa a $2.039,06, mentre i futures sull'oro volano di quasi +2% superando anche la soglia di $2.050, a $2.054,30 l'oncia.

La continua debolezza del dollaro porta il rapporto EUR-USD ad accelerare al rialzo a $1,1889. Il guadagno, pari a +0,75%, avvicina l'euro alla soglia di $1,19.

Il dollaro sconta, tra le altre cose, il continuo calo dei rendimenti dei Treasuries: quelli sui titoli di stato Usa protetti dall'inflazione con scadenza decennale sono capitolati al minimo record del -1,05%, mentre i tassi sui Treasuries a 10 anni nominali viaggiano al valore più basso dall'apice del panico di marzo, allo 0,5118%.

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