Finanza Indici e quotazioni Emorragia FAANG: Apple non è più la società che vale di più al mondo. Fondo toccato oppure rischio nuovi sell?

Emorragia FAANG: Apple non è più la società che vale di più al mondo. Fondo toccato oppure rischio nuovi sell?

La fuga degli investitori dai titoli hi-tech e in generale dalle azioni growth scatenata dal panico inflazione-Fed continua a tramortire le quotazioni di Apple & Co, i cosiddetti titoli FAANG (Facebook – ora Meta Platforms, Amazon, Apple, Netflix e Google – che fa parte della holding Alphabet).

Apple è costretta a scendere anche dal podio della società quotata in borsa che vale di più al mondo, consegnando lo scettro alla saudita Saudi Aramco.

Stando ai dati di FactSet, che ha convertito il valore di Saudi Aramco in dollari, nella sessione di ieri la capitalizzazione di Aramco si è attestata, di fatto, a un valore di poco inferiore ai $2,43 trilioni; Apple, il cui titolo è sceso di oltre il 5% nelle contrattazioni di Wall Street, vale ora $2,37 trilioni.

I numeri, per i FAANG particolarmente amati dagli investitori, riflettono la virata del sentiment. Il titolo Facebook-Meta Platforms ha perso da inizio 2022 più del 40%, Amazon ha ceduto -35%, Apple ha limitato i danni a -14%, Netflix è capitolata del 71%, mentre Alphabet, la società a cui fa capo per l’appunto Google, presenta per ora un bilancio da inizio anno pari a -22%.

E un articolo di Barron’s invita a non farsi troppe illusioni e a non sperare troppo che i titoli abbiano toccato il fondo.

A fronte di chi ritiene che la reazione del mercato nei confronti del club FAANG sia stata esagerata, l’articolo indica che i sell off sono stati provocati anche da motivi relativi ai fondamentali delle Big Tech Usa.

Ovvero? La verità è che gli investitori sono meno ottimisti sulle prospettive di crescita degli utili che uesti titani del mondo hi-tech incasseranno in futuro.

A livello aggregato, si legge nell’articolo, “le due trimestrali che ognuno dei FAANG ha diffuso quest’anno hanno messo in evidenza una fase di continuo indebolimento per le società. Dopo essersi confermate le principali vincitrici della pandemia Covid-9, Amazon e Netflix hanno sofferto un rallentamento drammatico dei loro business core, visto che i consumatori hanno deciso di spendere i propri soldi più in esperienze del mondo reale, che non in servizi digitali. Costretti a ingegnarsi per passare il tempo, confinati nelle loro case a causa dei lockdown imposti in tutto il mondo, i consumatori sono tornati a vivere letteralmente all’aria aperta con il reopening post Covid, allontanandosi dagli schermi del loro computer e delle tv che avevano reso più sopportabile lo stay at home. Nel caso di Meta e Alphabet, i colossi stanno facendo i conti con il rallentamento delle entrate delle loro divisioni di e-commerce. Riguardo a Apple, invece, il gigante non è stato immune – scrive ancora Bloomberg – all’aumento dei costi e ai problemi che, in Cina, continuano a  colpire le catene di approviggionamento.

Insomma, la furia degli smobilizzi – che nell’arco di tre sedute appena ha portato i titoli a perdere 1 trilione di dollari – non è stata alimentata secondo Barron’s soltanto dal peggioramento del sentiment sull’azionario, provocato dalla guerra tra la Russia e l’Ucraina e dalle continue fiammate dell’inflazione.

Ci sono stati e ci sono anche dubbi reali sulla sostenibilità della crescita del business delle dirette interessate.

Barron’s consiglia anche di fare un passo indietro, nel caso dei FAANG, ricordando che i prezzi delle azioni derivano principalmente dalla view del mercato sull’outlook sugli utili.

Ci sono due componenti: l’eps (earnings per share, dunque utile per azione) e i multipli di mercato, noti anche come price-to-earnings ratio. I prezzi dipendono da quanto gli investitori sono disposti a pagare per i profitti che una società, secondo le previsioni, dovrebbe guadagnare”.

“E’ per uesto che è importante guardare alla traiettoria delle stime del consensus sugli utili – continua Barron’s – E nel caso dei FAANG, le stime sugli utili stanno scendendo. Secondo FactSet, le previsioni del consensus sugli utili trimestrali del quarto trimestre del 2022 per tutti i componenti dei FAANG sono state così tagliate: quelle su Meta sono passate da $4,41 a $3,75; quelle su Amazon da $13,23 a $11,39; su Apple da $2,22 a $2,17; su Netflix da $1,91 a $1,61; su Alphabet da $32,15 a $31,68.