Fan in delirio, i BTS sbarcano in Borsa a Seoul con Ipo record ultimi tre anni

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Laura Naka Antonelli

25 settembre 2020 - 07:53

MILANO (Finanza.com)

I fan sono già in delirio: poter accapparrarsi anche solo un titolo di Big Hit Entertainment, significa per loro avere un pezzo della loro adorata band BTS, avvicinarsi in qualche modo a toccare con mano i loro idoli: RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jungkook, i sette ragazzi della boy band più famosa al mondo degli ultimi anni, nata nel 2013.

Conosciuti anche come Bangtan Boys, i BTS sono il fenomeno musicale sudcoreano e mondiale del momento. Che in queste ore, oltre allo sbarco in borsa, sono al centro dell'attenzione mediatica anche per un altro sbarco: quello sul videogioco Fortnite, videogame sviluppato da Epic Games e People Can Fly nel 2017,che nel suo gioco ha già ospitato celebrità del calibro di Marshmello, Deadmau5, e Kenshi Yonezu.

La più grande K-pop boy band sudcoreana farà il suo debutto oggi con un video trasmesso nella modalità Party Royale di Fornite, una sorta di paradiso posto idilliaco in cui i giocatori entrano in modalità non violenta, ovvero senza armi.

Tornando al mondo della finanza, i sette giovani si apprestano ora a diventare scommessa anche del mondo di gestori, investitori e trader.

La notizia riguarda per la precisione Big Hit Entertainment, la società di cui fanno parte, che ha deciso di scommettere sul successo della prima band sudcoreana che è riuscita a conquistare le vette dell'ambita classifica americana U.S. Billboard Hot 100 singles (con la canzone 'Dynamite'), lanciando per l'appunto una operazione di Ipo che si confermerebbe anche la più grande, in Corea del Sud, degli ultimi tre anni.

Big Hit Entertainment è una società sudcoreana di intrattenimento, che è stata fondata nel 2005 da Bang Si-hyuk, e che gestisce il solista Lee Hyun e i gruppi BTS e TXT. La società ha diverse sussidiarie, inclusa Source Music, ed è il principale azionista di Pledis Entertainment, altro gruppo di intrattenimento sudcoreano.

Perchè non sfruttare e macinare ancora più soldoni, si saranno domandati giustamente i vertici di Big Hit Entertainmentl,  dal successo planetario che ha avuto la boy band BTS?

Il momento è più che opportuno, se si considera che lo stesso sito della Cnbc parla di domanda insaziabile da parte degli investitori retail per le nuove Ipo pronte a essere lanciate alla borsa di Seoul.

Il motivo della febbre di Ipo si spiega con gli stimoli fiscali lanciati dal governo sudcoreano per contrastare la crisi scatenata dal COVID-19: stimoli che hanno creato un'ondata di liquidità che si è riversata sui mercati. E se i BTS mandano in delirio milioni di fa più o meno giovani nel mondo, figuriamoci cosa possono fare in patria.

Intervistata dalla Cnbc Kim Eun-hee - che tanto giovane non è, visto che ha 51 anni - ha già detto di voler aggiungere alla sua collezione di cimeli offrendo più di 120.000 dollari per acquistare le azioni del gruppo che controlla la sua boy band preferita.

"Voglio continuare a manifestare il mio sostegno ai BTS acquistando le azioni, che entreranno anch'esse nella mia collezione, ha detto la donna, che gestisce un cafè tematico dedicato alla band musicale a Seoul.

Big Hit Entertainment punta a raccogliere fino a 962,6 miliardi di won sudcoreani, l'equivalente di $825,9 milioni, offrendo 7,1 milioni di nuove azioni, valutate al momento nel range compreso tra 105.000 e 135.000 won. Il prezzo di collocamento potrebbe essere annunciato oggi o la prossima settimana. Alcuni fan dei BTS hanno già deciso intanto di acquistare le azioni Big Hit scegliendo come giorno quello del compleanno di uno dei membri della band.

"Mi piacerebbe acquistare i titoli il giorno del compleanno di V", ha ammesso Alice Park, 28 anni, che ha chiesto anche un prestito per fare un'offerta. Tutto questo mentre in Corea del Sud è boom di 'Ants', letteralmente formiche in inglese, investitori che si fanno trasportare dalla febbre delle Ipo. Gli ants, esattamente i cosiddetti "Donghak Ant Revolution", sono gli investitori retail coreani, così chiamati per il non avere apparentemente alcuna influenza sui mercati. Il nome si rifa alla rivoluzione lanciata dai contadini sudcoreani contro il potere feudale alla fine del 19esimo secolo.

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