Borsa Tokyo giù con crollo Mitsubishi Motors (-12%). Fujifilm brinda invece a effetto coronavirus

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Laura Naka Antonelli

28 luglio 2020 - 08:35

MILANO (Finanza.com)

Azionario asiatico contrastato, con la Borsa di Tokyo che vede l'indice Nikkei 225 scendere dello 0,26% a 22.657,38 punti.

Giù i titoli del settore auto, zavorrati dall'effetto Mitsubishi Motors, che crolla di quasi -12% dopo che il colosso ha annunciato ieri di prevedere, per l'anno fiscale che termina il 31 marzo del 2021 una perdita di bilancio di 140 miliardi di yen, l'equivalente di $1,329 miliardi circa. Male anche Nissan Motor, in flessione di oltre -3% dopo le indiscrezioni riportate dal Nikkei Asian Review, secondo cui la divisione automotive del gigante rischia di rimanere a secco di cash nel corso del prossimo anno e mezzo.

Sotto pressione l'intero comparto auto made in Japan, con Toyota -1,5% e Honda in calo di oltre -1%. Effetto positivo Trump, invece, per Fujifilm, in crescita di oltre +3% dopo che il presidente americano ha reso noto che il governo Usa ha scelto l'azienda con un contratto di $265 milioni per la produzione di un vaccino contro il coronavirus.

Bene la borsa di Seoul, +1,69%, che ha assistito al rialzo di oltre +4% del titolo Samsung Electronics. Positive anche Shanghai +0,46% e Hong Kong +0,44%, mentre è sotto pressione Sidney -0,27%.

A frenare i buy sull'azionario asiatico la cautela degli investitori, alimentata anche oggi dalla decisione di diversi paesi dell'area di imporre nuove misure di contenimento per contrastare i contagi da coronavirus.

Stando ad alcuni calcoli di Reuters, sono in tutto più di 16,35 milioni nel mondo le persone infettate dal virus, a fronte di 649.225 decessi.

Intanto si attende negli Usa un nuovo pacchetto di stimoli dal Congresso, dopo che i repubblicani del Senato hanno proposto ieri nuovi aiuti per un valore di $1 trilione, dando il via ufficialmente alle trattative con i democratici per sfornare un nuovo bazooka anti-COVID-19.

Riguardo agli altri asset, focus sul continuo rialzo dell'oro, che ha testato nuovi record nelle contrattazioni asiatiche. Il contratto spot è salito fino al massimo di sempre a $1.966,76 l'oncia, mentre i futures sono balzati dell'1,4% a $1.958,80.

Le quotazioni del bene rifugio per eccellenza hanno beneficiato ancora della debolezza del dollaro: lo US Dollar è sceso dello 0,1%, oscillando vicino ai minimi degli ultimi due anni testati alla vigilia.

Continua a correre anche l'argento, che balza del 4% circa fino a $25,52 l'oncia. Il platino avanza dello 0,5% a $950,41 e il palladio guadagna lo 0,3% a $2.318,43.

Sul fronte del forex, l'euro ritraccia dai massimi degli ultimi 22 mesi testati alla vigilia, scendendo a $1,1731.

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