Azionario Asia non replica euforia Moderna, ma borsa Tokyo oltre 26.000 per prima volta dal 1991

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Laura Naka Antonelli

17 novembre 2020 - 07:34

MILANO (Finanza.com)

La borsa di Tokyo testa nuovi massimi, con l'indice Nikkei 225 in rialzo del 0,42% a 26,014.62. E' la prima volta dal 1991, ovvero in 29 anni, che l'indice chiude al di sopra di quota 26.000. Borsa di Shanghai in calo dello 0,33%, Hong Kong piatta, Sidney +0,21%, Seoul -0,08%. L'azionario asiatico non ha replicato l'euforia da vaccino che ha contagiato alla vigilia le borse globali, portando il Dow Jones e lo S&P 500 a chiudere a nuovi valori record.

Per la precisione, il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato ieri 470,63 punti, (+1,6%), a 29.950,44 punti; lo S&P 500 è balzato dell'1,2% a 3.626,91, mentre il Nasdaq Composite è salito dello 0,8% a 11.924,13 punti.

Ieri la società americana di biotech Moderna ha comunicato che, dai dati preliminari relativi alle sperimentazioni fin qui effettuate, risulta che il vaccino a cui sta lavorando insieme al National Institute of Allergy and Infectious Diseases – presieduto dall'immunologo Anthony Fauci – ha una efficacia superiore al 94%.

Proprio lo scorso lunedì, il colosso farmaceutico Pfizer aveva scatenato un poderoso rally sui mercati, sottolineando come il vaccino a cui stava lavorando con la tedesca BioNTech avesse un'efficacia superiore al 90%.

In Asia sono saliti oggi i titoli di quei settori che più beneficerebbero della fine della pandemia da coronavirus COVID-19 che ha attaccato il mondo.

Sotto i riflettori il rally dei titoli delle compagnie aeree come l'australiana Qantas +1,7%, e le giapponesi Japan Airlines e All Nippon Airways, che sono salite rispettivamente di oltre +3% e +4%.

Singapore Airlines ha fatto oltre +3%, mentre Cathay Pacific è volata di quasi il 6% alla borsa di Hong Kong.

Protagonista anche il rally dei titoli oil in Australia, come Santos, Oil Search e Beach Energy, con quest'ultima che ha segnato un balzo superiore a +6%.

Petrolio ancora solido dopo il rally della vigilia: il contratto WTI viaggia attorno a $41,61, mentre i futures sul Brent salgono oltre i $44 al barile.

Focus anche sul rame, con i prezzi che hanno testato il record in 29 mesi nelle contrattazioni della vigilia, scommettendo sulla ripresa dell'economia globale, posizionandosi oltre la soglia di 7.000 dollari la tonnellata.

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