Azionario Asia contrastato dopo schiaffo Trump a Huawei, borsa Tokyo -0,70%. Focus su titoli auto

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Laura Naka Antonelli

16 maggio 2019 - 08:05

MILANO (Finanza.com)

Azionario asiatico contrastato: l'attenzione rimane sempre sulle tensioni commerciali tra gli Usa e la Cina. Come da attese, il presidente americano Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che apre la strada al divieto, rivolto alle società di tlc Usa, di acquistare i prodotti di Huawei, colosso delle infrastrutture telecom cinese da tempo nel mirino dell'amministrazione Usa.

Trump ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale a causa delle minacce che incombono sulla tecnologia americana. L'ordine esecutivo autorizza il segretario Usa al Commercio Wilbur Ross, in consultazione con altri funzionari della Casa Bianca, a bloccare quelle transazioni che hanno per oggetto informazioni o tecnologie di comunicazione e che "rappresentino un rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti".

L'ordine è stato seguito dalla decisione del dipartimento del Commercio di inserire il nome di Huawei Technologies e delle sue controllate nella lista "nera" del Bureau of Industry and Security (BIS): ciò significa che per il gigante tlc cinese sarà più difficile riuscire a fare affari con le aziende americane.

La decisione di Trump rende ancora più tesi i rapporti Usa-Cina, deteriorati dalla recente escalation della guerra commerciale.

La borsa di Shanghai tuttavia tiene, mettendo a segno un rialzo dello 0,40%; Hong Kong più debole appena sopra la parità; Sidney +0,46%, Seoul -1,30%. La borsa di Tokyo ha visto l'indice Nikkei 225 chiudere in flessione dello 0,70% circa. Contrastati i titoli del settore auto, dopo che alcune fonti, nella giornata di ieri, hanno riportato che Trump potrebbe decidere di posticipare l'eventuale imposizione di dazi doganali sul comparto, fino al 25%, di sei mesi circa.

Occhio ad alcuni dati arrivati dal fronte macro dell'area Asia-Pacifico: in Australia reso noto il report occupazionale di aprile, da cui è emerso che, nel mese di aprile, l'economia australiana ha creato 28.400 nuovi posti di lavoro, meglio dell'aumento di 15.000 unità atteso, e anche della precedente crescita, a marzo, di 25.700 unità. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 5,2%, in lieve rialzo rispetto al 5% stimato dal consensus, e contro il 5,1% precedente (rivisto al rialzo dal 5% inizialmente comunicato).

In Giappone resa nota l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi alla produzione, che ad aprile è salita su base annua dell'1,2%, rispetto al +1,1% atteso e in rallentamento rispetto al +1,3% di marzo. Su base mensile il rialzo è stato dello 0,3%, contro il +0,2% atteso e il +0,3% di marzo.

In Cina attenzione al dato relativo ai prezzi delle nuove case, saliti ad aprile dello 0,6% su base mensile, come a marzo. Su base annua, il rialzo è stato del 10,7%, rispetto al +10,6% precedente.

Il mercato immobiliare cinese è stato stimolato di recente dall'eliminazione di alcune restrizioni all'acquisto di abitazioni, che è stata decisa dal governo di Pechino.

Obiettivo, stimolare l'economia in un momento in cui i fondamentali fanno fronte agli effetti negativi della guerra commerciale, che stanno interessando in particolare il settore manifatturiero.

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