Azionario Asia contrastato: Borsa Tokyo giù, Shanghai debole guarda a nuove minacce e aperture Trump

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Laura Naka Antonelli

24 maggio 2019 - 08:25

MILANO (Finanza.com)

Sessione contrastata per l'azionario asiatico, con gli investitori che continuano a pendere dalle labbra del presidente americano Donald Trump, interpretando ogni parola venga proferita in merito alla guerra commerciale in corso. La borsa di Tokyo ha chiuso la sessione in calo dello 0,16% a 21.117,22 punti. Borsa di Shanghai debole con +0,15%, Hong Kong +0,28%. Male Sidney -0,63% e Seoul -0,82%.

La minaccia di un nuovo attacco a colpi di tariffe Usa, non solo contro la Cina, ma anche contro diversi paesi, è arrivata con la nota del dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, che starebbe valutando l'opzione di imporre dazi su quelle economie che, a suo avviso, svalutano le loro monete per rendere le proprie esportazioni più competitive.

La mossa, annunciata dal segretario al commercio Wilbur Ross, andrebbe a colpire la Cina, ma comporterebbe l'imposizione di tariffe più alte anche contro il Giappone, la Corea del Sud, l'India, la Svizzera e la Germania. nQuesti paesi, insieme alla Cina, sono tutti indicati nella "lista di monitoraggio", report che viene stilato alla metà dell'anno dal dipartimento del Tesoro, che monitora gli interventi sul mercato del forex, i surplus delle partite correnti considerati troppo elevati e i surplus commerciali considerati alti a livello bilaterale (contro gli Usa).

Dal canto suo Trump, commentando la possibilità di un accordo commerciale con Pechino, ha affermato che, se venisse raggiunto, si tratterebbe di un risultato molto positivo. Allo stesso tempo, se non dovesse esserci nessuna intesa "andrebbe bene lo stesso". Trump ha anche detto di essere "molto preoccupato per i rischi alla sicurezza che Huawei rappresenta", aggiungendo che il gigante cinese potrebbe essre incluso comunque in un eventuale accordo con Pechino.

Il colosso cinese di infrastrutture per tlc è stato inserito nella lista nera di quelle aziende che non possono fare affari con società Usa, a meno di una specifica autorizzazione. (a Huawei è stato concesso comunque un periodo di grazia di 90 giorni).

Dal fronte macro, reso noto il dato relativo all'inflazione del Giappone, ovvero l'indice dei prezzi al consumo che, nel mese di aprile, è salito su base annua dello 0,9%, in linea con le attese e più del +0,5% precedente.

La componente core - esclusi i prezzi dei beni alimentari freschi - è cresciuta anch'essa dello 0,9% su base annua, come da attese e più del +0,8% di marzo.

La componente core-core - esclusi i prezzi dei beni alimentari freschi ed energetici - è avanzata dello 0,6% su base annua, in linea con le attese e rispetto al +0,4% precedente. Quest'ultima, attentamente monitorata dalla Bank of Japan, è decisamente lontana dal raggiungere il target di inflazione fissato dalla banca centrale del Giappone al 2%.

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