News Finanza Indici e quotazioni Wall Street futures in rialzo con rally petrolio. Focus su Ford dopo annuncio spin off, titolo in rally

Wall Street futures in rialzo con rally petrolio. Focus su Ford dopo annuncio spin off, titolo in rally

Wall Street in rialzo, sorretta principalmente dai titoli dei colossi energetici Usa, che avanzano sulla scia del rally dei prezzi del petrolio: un rally scatenato dal panico sulla scarsità dell’offerta di petrolio e di gas. I futures sul Dow Jones avanzano dello 0,59% a 33.464 punti; i futures sullo S&P 500 avanzano dello 0,55% a 4.326; i futures sul Nasdaq avanzano dello 0,58% a quota 14.087.

In rialzo alla borsa Usa, in particolare, i titoli dei giganti americani dell’oil Exxon Mobil e Chevron, che salgono del 2% circa.

Tra i titoli focus anche su Ford, che ha annunciato che procederà allo spin off della sua divisione di auto elettriche: la sua attività produttiva si dividerà dunque con una operazione di spin off in due unità separate. Il titolo Ford balza di quasi il 5%.

Bene anche il titolo Salesforce, in crescita di oltre il 3% dopo che il gigante del software ha pubblicato i risultati di bilancio del quarto trimestre.

I tassi sui Treasuries a 10 anni risalgono all’1,75%, dopo essere scesi sotto l’1,7% nella giornata di ieri.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso ieri 597,65 punti a 33.294,95 punti, mentre lo S&P 500 ha ceduto l’1,55% a 4.306,26. Il Nasdaq Composite è arretrato dell’1,59%, a quota 13.532,46.

Dopo le sanzioni è aumentata di fatto la paura che Vladimir Putin possa decidere di chiudere i rubinetti dell’energia che la Russia produce. Grande attesa a Wall Street per le parole che proferirà il presidente della Fed Jerome Powell nella sua audizione al Congresso Usa: si tratterà della prima volta in cui Powell commenterà pubblicamente il conflitto tra la Russia e l’Ucraina e le sue ripercussioni sulla politica monetaria della banca centrale Usa.

Oggi il contratto sul petrolio Wti (riferimento Usa) è volato oltre la soglia dei 111 dollari al barile (per la prima volta dal 2013) e il Brent (riferimento europeo) infiammarsi oltre quota 113 dollari. Entrambi i contratti sono balzati di oltre +6%.

“La paura che le sanzioni contro la Russia alla fine includano le esportazioni di energia sta facendo salire i prezzi – sottolineano da ING -. Anche la minaccia di sanzioni petrolifere continua a pesare sull’interesse per il petrolio russo. Il differenziale degli Urali si è ulteriormente indebolito ieri, toccando nuovi minimi storici”.

Attesa per la riunione dell’Opec+, che potrebbe decidere di

dare una mano al mercato aumentando l’offerta in modo più aggressivo. Tuttavia, al momento i commenti dei suoi esponenti suggeriscono che il gruppo preferisca mantenere la loro posizione attuale.