Titoli di Stato, i rendimenti possono crescere ancora: ecco perché in 6 punti

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alessandro chiatto

13 febbraio 2018 - 11:47

MILANO (Finanza.com)

Il rendimento dei Titoli di Stato potrebbe crescere ancora e ci sono sei buoni motivi per credere a un incremento più sostanziale rispetto alle previsioni. E' l'opinione di Mark Holman, CEO di TwentyFour Asset Management, che spiega come lo scenario di base per i mercati dei tassi è un graduale spostamento verso l’alto, ma ci sono delle ragioni per cui credere che le previsioni siano troppo conservative e che si possa verificare un incremento decisamente più sostanziale.


"Un cambio nell’interpretazione della Federal Reserve per ciò che riguarda il suo mandato in materia di inflazione. Abbiamo già parlato di tale questione, ma il chiacchiericcio degli alti funzionari dell'istituto centrale americano sta diventando troppo forte per essere ignorato. Il passaggio da un obiettivo di inflazione dell'1,5% ad uno del 2,5%, o l' obiettivo medio del 2% in un periodo di 5 anni, potrebbero essere interpretati come il fatto che la Fed sia attualmente più tollerante e a nostro avviso ciò comporterebbe un inasprimento della curva dei rendimenti nonché rendimenti di più lunga durata".


"Un aumento significativo nell'offerta dei treasuries nel 2018. Le previsioni per il 2018 variano da un anno all'altro, ma anche il più conservatore ha un'offerta superiore al doppio rispetto a quella del 2017, e questo senza che la Fed quest' anno abbia ampliato il proprio bilancio. L’asta trentennale dell’attuale valore di 15 miliardi di dollari sarà un test interessante per il mercato.


"Solo l'estremità anteriore della curva dei tresuries è in linea con le previsioni economiche e i diagrammi a punti della Fed. La parte della curva che va dai due ai cinque deve essere ripida.


"I dati relativi all'inflazione degli Stati Uniti non hanno rispecchiato le aspettative in cinque occasioni lo scorso anno, a partire dai dati relativi a marzo e pubblicati in aprile, il che significa che quando queste “soft comps” si ritireranno quest' anno, la serie potrebbe sorprenderci con un rialzo".


"Nessun accenno a una possibile recessione. Prima della ripresa, di cui si è tanto parlato, sembrava esserci una recessione appena dietro l' angolo da qualche parte nel mondo. Ciò ha contribuito a mantenere ancorate le obbligazioni datate come strumento di scelta a tutela dei portafogli, mentre l'attesa recessione si è poi concretizzata. Questa situazione è ormai finita e le previsioni economiche sono le più ottimiste dai tempi della crisi finanziaria del 2008".


"Ultimo motivo ma assolutamente non per importanza, il mercato obbligazionario più sopravvalutato è quello dei Bund tedeschi. L'elusivo obiettivo di inflazione di Draghi è quasi sempre intoccabile, secondo i rendimenti Bund. L'insediamento di questa settimana da parte del sindacato più potente della Germania, la IG Metal, è un duro promemoria del fatto che l'inflazione salariale sia sulla strada giusta, anche in Germania. I sindacati tedeschi sono tra i più pragmatici, in quanto cercano di proteggere i posti di lavoro durante la recessione, piuttosto che far ripartire l’inflazione incrementando gli accordi salariali sindacali. Ma ora che la Germania sta attraversando una disoccupazione record e un clima imprenditoriale mite, è il momento della riscossa per i sindacati. La IG si è assicurata un accordo biennale di valore prossimo al 4% annuo. Altri sindacati seguiranno la stessa iniziativa".


"Nonostante il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato registrato quest' anno e il loro richiamo come un asset privo di rischi, riteniamo sia prudente mantenere l'esposizione al termine delle curve, per evitare che il mercato perda mentre le curve dei rendimenti si adeguano al nuovo contesto. Senza dubbio il grande tema dei mercati nel 2018 sarà la reflazione".

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