Guerra commerciale: la view di Ubs Wm Italy

  • rss
  • Dillo su Twitter!
  • Mi piace
  • commenti
  • font +
  • font reset
  • font -
  • stampa

Daniela La Cava

5 aprile 2018 - 16:37

MILANO (Finanza.com)

"Monitoriamo gli sviluppi delle politiche commerciali americane ma, al momento, non vediamo impatti rilevanti sull’economia mondiale. Manteniamo un sovrappeso sull’azionario globale con posizioni, più contenute, anche su emergenti e eurozona". A dirlo Matteo Ramenghi, chief investment officer di Ubs Wm Italia, secondo il quale i timori degli investitori sono giustificati ma, ad oggi, l’impatto dei dazi effettivamente approvati è molto contenuto rispetto al volume delle importazioni e al Pil dei Paesi interessati. L’obiettivo degli Stati Uniti è la ridefinizione dei rapporti commerciali, non l’avvio di una guerra commerciale che danneggerebbe tutti, America compresa.


Se si dovesse davvero aprire una vera guerra commerciale tra superpotenze economiche attraverso un’escalation di dazi, tra le potenziali conseguenze da prendere in considerazione vi sarebbe la stagflazione (la combinazione di bassa crescita economica ed elevata inflazione), che rappresenta una delle principali preoccupazioni per gli investitori. "Infatti, spiega l'esperto, i prezzi salirebbero (un bene prodotto negli Stati Uniti o in Europa costa più di uno prodotto in Cina), mentre i margini e le opportunità commerciali per le aziende diminuirebbero. È quindi comprensibile la reazione nervosa dei mercati alle minacce da parte di Trump di nuove imposizioni fiscali sulle importazioni".


Al momento però si è nella fase delle minacce, più che di misure concrete. I dazi sono stati effettivamente imposti su pannelli solari e lavatrici, e in seguito sono stati ampliati ad alluminio e acciaio, ma restano di importo limitato. Anche se la Commissione europea ha annunciato fermezza nel rispondere a un aumento dei dazi, quelli imposti da Trump finora riguardano esportazioni che rappresentano solo lo 0,01% del Pil europeo. Inoltre, l'Unione europea, il Messico, il Canada e altri importanti fornitori degli Stati Uniti hanno ottenuto esenzioni riguardo i dazi su acciaio e alluminio, diluendone ulteriormente l’impatto. Anzi, dopo diversi mesi di trattative, si sono registrati importanti progressi riguardo la rinegoziazione del North American Free Trade Agreement (NAFTA, che accoglie Stati Uniti, Canada e Messico).


In un secondo momento, Trump ha minacciato una serie di dazi su importazioni cinesi che valgono tra 50 e 60 miliardi di dollari. Il tutto è stato accompagnato dalle dimissioni di alti funzionari americani che avevano assunto posizioni a favore del libero scambio. Nei giorni seguenti le Borse si sono indebolite, l’indice azionario MSCI China ha perso oltre il 6% del proprio valore, mentre le autorità cinesi hanno reagito in modo, tutto sommato, flemmatico, annunciando a loro volta dazi su importazioni dagli Stati Uniti per un valore di solo 3 miliardi di dollari.


"Occorre dire che i dazi proposti sulle esportazioni cinesi sono provvisori e soggetti a un periodo di consultazione e, quindi, gli Stati Uniti hanno lasciato spazio ai negoziati - avverte Matteo Ramenghi -. Inoltre, se venissero confermati, l’impatto sarebbe comunque contenuto, pari allo 0,1-0,2% del Pil, e questo contribuisce a spiegare la misurata reazione cinese. In aggiunta, è possibile che i toni utilizzati da Trump siano indirizzati anche all’opinione pubblica americana in ottica delle elezioni di metà mandato di quest’anno e che, passata questa scadenza elettorale, vengano smussati".

Lascia un commento

per poter lasciare un commento è prima necessario eseguire il login

Gestori

Aberdeen Asset ManagementAcomeAAgoraAllianz Global Investor
AlpiAmundi GroupAnimaArca
Aviva Investors Global ServicesAxaBanca del CeresioBanca Esperia
Banca Finnat EuramericaBanca Pop Emilia RomagnaBanca ProfiloBlackRock
BNY Mellon Asset ManagementCandriamConsultinvestCredit Suisse
Credito EmilianoDeutsche Asset ManagementErselFidelity International
Finanziaria internazionaleFondacoFranklin Templeton InvestmentsGesti-re
Groupama Asset ManagementGruppo AzimutGruppo Banca CarigeGruppo Banca Sella
Gruppo bancario Veneto BancaGruppo Banco PopolareGruppo BNP ParibasGruppo Credito Valtellinese
Gruppo GeneraliGruppo MediolanumGruppo MontepaschiGruppo Ubi Banca
Gruppo UnicreditHedge InvestIccreaIng Investment Management
Intesa SanPaoloInvescoJanus Capital GroupJP Morgan Asset Management
Kairos PartnersKempen Capital ManagementLa Francaise AMLemanik Asset Management
M&G InvestmentsMorgan StanleyNextam PartnersNN Investment Partners
NordeaPensplan InvestPictet Asset ManagementPoste Italiane
Raiffeisen Capital ManagementSchrodersSkandiaSociete Generale Sa
SoprarnoState Street Global AdvisorsTages Capital GroupTendercapital Funds
Threadneedle InvestmentsUbsUnipolVegagest
Vontobel Asset ManagementZenit (Pfm)

Associazioni

AbiAcepiAipb
AnasfApfAscosim
Assiom ForexAssogestioniAssoreti
Efpa Nafop

Reti

Allianz BankAzimutBanca Fideuram
Banca GeneraliBanca Popolare MilanoBca Popolare di Vicenza
Bnl-gruppo BNPClarisNetCredito Emiliano
Finanza & FuturoFinecoMediolanum
Ubi BancaWidiba

F Risparmio & Investimenti

Eventi finanza


Brown Editore S.r.l. - Viale Sarca, 336 Edificio 16 - 20126 Milano - Tel. 02-677 358 1 - P. IVA 12899320159 - e-mail: [email protected]