Federal Reserve, quale futuro senza Janet Yellen (analista)

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alessandro chiatto

2 febbraio 2018 - 17:03

MILANO (Finanza.com)


Con la prima riunione della Federal Reserve del 2018, in cui il costo del denaro Usa è stato lasciato invariato, si chiude l'era di Janet Yellen e si apre l'era di Jerome Powell. Il nuovo timoniere della Banca centrale americana prenderà effettivamente il potere il 3 febbraio, dopo essere stato nominato dal presidente americano Donald Trump e confermato dal Senato Usa. E' stata la stessa Fed a comunicare che il Fomc ha votato all'unanimità a suo favore.

"Si potrebbe dire Janet Yellen sia stata presidente della Fed in una fase relativamente facile", spiega Luke Bartholomew, Investment Strategist di Aberdeen Standard Investments. "Ben Bernanke ha dovuto gestire la tempesta durante la crisi finanziaria, mentre Jerome Powell eredita la lunga e potenzialmente perniciosa coda del quantitative easing".
 
"I dati mostrano infatti che quando la Yellen subentrò lo slancio della ripresa si era verificato già. Il suo compito quindi era quello di non ostacolarlo. Yellen lascia la Fed oggi con una crescia solida e la disoccupazione bassa. Ma c'è voluto molto tempo per arrivare a questo punto".
 
"L’inflazione, in questo periodo, ha deluso. L’obiettivo inflazionistico della Fed rimane sfuggente, elemento a sfavore di Yellen. La Fed è in grado di fissare il livello dei prezzi, quindi se davvero lo avesse voluto, avrebbe potuto fare di più per stimolare l’inflazione, pur mantenendo una politica accomodante. La Fed è stata estremamente rapida nel segnalare fattori “una tantum” o “temporanei” per spiegare il basso livello dell’inflazione, ma questi fattori sono stati troppo frequenti per essere “una tantum”, e tutti sembrano puntare nella stessa direzione. Può darsi semplicemente che la Fed abbia sottovalutato il grado di pressione inflazionistica dell’economia e dunque abbia inasprito la politica monetaria troppo velocemente".
 
"Ma l'inflazione non è la sola misura del successo. La definizione della politica monetaria comporta compromessi e in una politica monetaria particolarmente accomodante ci sono dei rischi. Considerati i rischi legati alla stabilità finanziaria e alle bolle dei prezzi degli asset, non è irragionevole pensare che Yellen abbia scelto una via di mezzo nell’accettare solo un graduale ritorno all’obiettivo di inflazione. Questo dibattito non si esaurirà nel breve, pertanto è forse troppo presto per giudicare questo aspetto del mandato della presidente uscente.

Yellen si è insediata in tempi convulsi: l’anno precedente il Taper Tantrum aveva spinto al rialzo i Treasury USA e in picchiata i mercati emergenti, e molti presumevano che una tale volatilità si sarebbe ripetuta con la ripresa del rialzo dei tassi da parte della FED. Ciononostante Yellen ha intrapreso il suo mandato con una determinazione, costanza e metodo, che hanno rassicurato gli investitori".
 
"In primo luogo, il tanto atteso aumento dei tassi non ha avuto particolari conseguenze. Stessa cosa per la riduzione del QE. La Federal Reserve ha superato questo test chiave con disinvoltura, mentre imperversavano altre questioni. Qualsiasi sfida dovrà affrontare il nuovo presidente della Fed Jerome Powell relativamente all’uscita dal QE, questa sarà sicuramente più facile rispetto all’avvio del processo di politica accomodante".
 
"La storia probabilmente guarderà alla gestione Bernanke/Yellen come a un unico periodo. La Yellen, infatti, ha giocato un ruolo importante durante la presidenza Bernanke e in seguito la sua leadership ha rappresentato principalmente una continuazione del piano e della politica di Bernanke. L'economia, inoltre, ha si è sviluppata lungo il medesimo solco: un graduale calo della disoccupazione, una crescita non spettacolare e un'inflazione al di sotto del target obiettivo".
 
"Tutto ciò dovrebbe confermarsi anche con Jerome Powell. Qualsiasi cambiamento sarà un'evoluzione, non una rivoluzione. Powell è in linea con il pensiero del suo predecessore sull'orientamento generale della politica monetaria. La questione più importante che affronterà quest' anno è il modo in cui affrontare i tagli fiscali che si stanno essenzialmente attenuando visto il taglio dei tassi della Fed. Ciò lascia supporre che la Fed potrebbe essere costretta ad alzare i tassi in modo più aggressivo del previsto".
 
"Janet Yellen ha raggiunto molti risultati di cui poter andare fiera. In un'epoca di banchieri centrali considerati alla stregua di pseudo celebrità, la sua tranquilla leadership ha fornito stabilità all'economia globale. Ma raramente le eredità si definiscono l’ultimo giorno di un mandato, come può testimoniare Alan Greenspan. E' improbabile che Yellen subisca lo stesso destino di Greenspan, ma gli storici dovranno aspettare ancora un po'".

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