Nel 2017 la politica risveglierà l'economia?

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Alessandro Piu

11 gennaio 2017 - 10:16

MILANO (Finanza.com)

Per Paul Diggle, senior economist Investment solutions di Aberdeen, lo scenario centrale per il 2017 non è molto diverso da quello dell’anno passato. Serve un cambiamento nel mix di politiche economiche



Lo scontento popolare continuerà ad aumentare anche nel 2017 mentre il copione per l’economia rimarrà lo stesso del 2016: crescita stagnante, bassa inflazione e un quadro politico tutt’altro che ottimale. La pensa così Paul Diggle, senior economist Investment solutions di Aberdeen. Proprio dal quadro politico, tuttavia, potrebbero emergere le novità in grado di cambiare le cose.



“La debole crescita economica globale – scrive Diggle in un report - sta generando una reazione populista, anti-establishment e anti-globalizzazione che probabilmente avrà un impatto significativo sulle economie e sui mercati finanziari nel 2017. Nel prossimo anno le elezioni federali in Germania, le elezioni presidenziali in Francia e Austria e le elezioni generali in Olanda sono tutti appuntamenti elettorali nei quali il malcontento dei cittadini potrebbe giocare un ruolo di primo piano”.



L’avanzata delle istanze populiste è vista dalla maggioranza degli esperti ed economisti come un pericolo: potrebbe determinare un deterioramento significativo della qualità del processo decisionale politico ed economico e la fine di sette anni di crescita economica, anche se debole. Tuttavia, secondo Diggle, non tutte le proposte dei partiti anti-establishment sono dannose e, osserva “l’attuale mix di politiche economiche non può certo essere definito ottimale”.
Minore tassazione, aumento della spesa pubblica finanziata con l’emissione di debito e minore dipendenza dalla politica monetaria come leva principale della crescita sono alcuni dei cambiamenti positivi che una scelta politica alternativa potrebbe portare. È il mix che ha dato nuova linfa ai mercati finanziari e alle stime di crescita degli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald Trump.


Ma anche se i partiti populisti non dovessero vincere, la pressione da questi esercitata sul sistema attuale potrebbe spingere a cambiamento positivi.



“Il 2017 – spiega Diggle – potrebbe essere l’anno in cui l’attuale classe politica e le Banche centrali alzeranno la posta e affronteranno le difficoltà economiche globali una volta per tutte. Sarebbero d’aiuto uno stimolo agli investimenti pubblici coordinato a livello mondiale, l’abbassamento del cuneo fiscale, una revisione del sistema dei brevetti favorevole all’innovazione, una riforma della corporate governance che spinga le imprese a spendere e investire di più le ingenti riserve di liquidità, un sistema fiscale più redistributivo e il completamento delle unioni bancarie e fiscali nell’Eurozona”.


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