McNeil (Kames Capital): prossima tempesta sui mercati potrebbe essere innescata dalle Banche centrali

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Alessandro Piu

27 maggio 2016 - 14:41

MILANO (Finanza.com)


Le incertezze sulla politica monetaria potrebbero innescare la prossima tempesta sui mercati. Euan McNeil, gestore dei fondi Investment Grade Global Fund e Absolute Return Bond Constrained di Kames Capital prevede un solo rialzo dei tassi Fed entro fine anno. In caso contrario aumenterebbe il rischio recessione.


Mr McNeil, quali sono i maggiori problemi che un manager di fondi obbligazionari deve affrontare in questo momento storico?


I problemi principali sono la volatilità e la liquidità nei mercati. La prima, per un gestore attivo, è un elemento positivo in quanto crea opportunità di investimento e offre la possibilità di muovere il portafoglio. La seconda, invece, può essere un problema nel momento in cui si smobilizza la posizione. Il problema della liquidità è presente ormai da 7 anni, dalla crisi finanziaria che ha costretto le banche a ridurre l’elevata leva e sottostare a regolamentazioni più stringenti. Per questa ragione, quando scelgo di acquistare un obbligazione o di prendere una posizione o ancora di implementare una strategia, devo avere anche una exit strategy, ossia essere sicuro che, nel momento in cui la posizione verrà smobilizzata, sul mercato sia presente sufficiente liquidità per farlo. Ci sono operazioni che possono a prima vista apparire eccezionali me poi, se quando arriva il momento, non hai lo spazio per chiudere, potresti trovarti in difficoltà. Kames Capital sviluppato e coltivato relazioni molto strette con il mondo bancario per sapere dove si trova la liquidità, così da minimizzare questo rischio. 


Vede attualmente qualche opportunità sul mercato obbligazionario?


Pensiamo ci sia ancora qualche valore nell’investment grade. Tuttavia c’è stato un rally significativo da metà febbraio dovuto all’intervento della Bce e ora dopo averne beneficiato, pensiamo sia appropriato ridurre il rischio nel portafoglio. Nelle ultime settimane abbiamo incrementato la liquidità in attesa di nuove opportunità che crediamo ci potrebbero essere tra due o tre mesi. 


Come reagirebbe il mercato obbligazionario al rialzo dei tassi di interesse della Fed?


Dipende dal linguaggio che lo accompagnerà e se sarà un rialzo spot o l’inizio di una serie. Secondo me ci sarà al massimo un rialzo quest’anno, non c’è un incremento dei salari tale da sostenere l’inflazione, anche se la disoccupazione è calata molto. La Federal Reserve aspetterà fino a quando non vedrà segnali concreti di inflazione. Se ci fosse più di un rialzo dei tassi entro fine anno, vediamo un incremento del rischio di recessione. 


Tra meno di un mese in Gran Bretagna si vota sulla Brexit. Cosa potrebbe accadere?


Economicamente sarebbe uno shock negativo anche per l’Europa. Un’uscita del Regno Unito stimolerebbe i movimenti anti-europeisti nel Continente e farebbe emergere nuove preoccupazioni sulla stabilità dell’euro. I partiti estremisti utilizzerebbero l’ evento per mettere pressione nelle relazioni tra i loro paesi e l’Europa. Sui mercati vedremmo una volatilità estrema in quanto non è possibile stimare l’impatto complessivo di un’uscita. Le negoziazioni tra Gran Bretagna e Unione europea si estenderebbero come minimo per due anni. L’incertezza sarebbe massima e se c’è una cosa che i mercati non sopportano è l’incertezza. 












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