Investire contrarian: la ricerca di titoli solidi ma troppo penalizzati

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Alessandro Piu

21 aprile 2016 - 13:17

MILANO (Finanza.com)


Allungando l’orizzonte temporale non bisogna preoccuparsi per le oscillazioni dei mercati nel breve termine. È una delle direttrici che guidano i fondi Oyster european opportunities e Oyster european selection gestiti da un team guidato da Michael Clements, chief financial advisor di Syz asset management. "Il nostro orizzonte di investimento va dai tre ai cinque anni – ha spiegato lo strategist nel corso di un incontro a Milano – con una mobilità di portafoglio limitata: il turnover va dal 30 al 50%. Le azioni che inseriamo in portafoglio devono superare un’attenta selezione da parte del team. In particolare siamo interessati a titoli di elevata qualità, a compagnie solide dal punto di vista del bilancio e che dispongano di vantaggi competitivi sostenibili”. Marchi e posizioni di mercato forti, livello di costi contenuto e vantaggi tecnologici sono tra le caratteristiche che devono possedere i titoli adatti a entrare nel portafoglio dei fondi gestiti da Clements. "A questi punti di forza deve aggiungersi l’attrattività delle valutazioni”. Lo stile di investimento contrarian è infatti un’altra importante direttrice di investimento: "Sul mercato ci sono compagnie che vengono eccessivamente penalizzate da fattori come un sentiment di mercato negativo, una ciclicità sfavorevole o timori sul funzionamento del business model. Guardando al nostro orizzonte di investimento questi titoli rappresentano delle opportunità”.  




Attenzione però. Seguendo una delle regole d’oro di Warren Buffett, ‘mai investire in compagnie che non capisci’, Clements si tiene lontano da settori che potrebbero sembrare attraenti ma che sono difficili da comprendere, come quello bancario. "Nonostante il forte calo dei prezzi che ha colpito a inizio anno il settore,  il funzionamento di un istituto bancario, nonché il suo bilancio, non è facile. Meglio investire in business più semplici dove le potenzialità sono più evidenti”. Tra i settori preferiti l’industriale, il finanziario (società dell’asset management in massima parte), i consumi discrezionali e l’energia. 

"Le società energetiche rappresentano un’opportunità perfetta per l’orizzonte di investimento dei fondi – riprende Clements -. I titoli sono stati fortemente penalizzati dal sentiment negativo per il crollo delle quotazioni del petrolio. Anche se permane un elevato grado di incertezza sull’andamento dei prezzi dell’oro nero nel breve termine, il sotto-investimento odierno a monte della catena del valore comporterà una scarsità di offerta futura”. Le società da preferire, in tal caso, sono quelle che hanno costi di produzione bassi "in quanto sono in grado di generare liquidità e rimanere redditizie anche con un basso prezzo del petrolio. Inoltre bisogna evitare le società che hanno una rilevante presenza produttiva in destinazioni turistiche mondiali poco raccomandate” dove le turbolenze geopolitiche possono "estinguere rapidamente il valore del capitale”. Infine i "bilanci solidi” sono una conditio sine qua non "per trarre profitto da attivi di qualità che possono diventare disponibili a prezzi ribassati”. 




Tra i top 10 dei due portafogli gestiti da Clements il produttore di materiale elettrico Rexel, Ashmore group "società di gestione del risparmio specializzata nei mercati emergenti, un’area dove questo settore ha ampie possibilità di espansione”, Aberdeen, Schroders e Julius Baer, tutte tra i leader nel comparto della gestione degli investimenti. Due i titoli italiani posseduti a inizio marzo. Prysmian, leader nel settore cavi caratterizzata da "margini elevati, ben gestita e ben posizionata nella produzione di cavi di collegamento per il settore eolico off-shore” e Atlantia "che detiene circa metà della rete autostradale italiana, un settore dove non è facile competere e che genera elevati cash flow”. 




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