Economia dell’Eurozona mostra i muscoli trainando i flussi sugli ETF

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Titta Ferraro

15 maggio 2017 - 13:00

MILANO (Finanza.com)

Si susseguono i segnali di forza dalla congiuntura dell’Eurozona. Il progressivo rafforzamento dell’attività manifatturiera è accompagnato da una buona dinamica della domanda interna e del mercato del lavoro. Indicazioni che contribuiscono a trainare i flussi verso gli ETF dell’azionario Europa, in notevole aumento negli ultimi mesi

Prima metà del 2017 con il piede sull’acceleratore per l’economia dell’area euro. Tutti i principali indicatori segnalano un’espansione sostenuta per l’Eurozona, che nel primo trimestre segna una crescita economica dello 0,5 per cento su base trimestrale. E anche per il secondo trimestre dell'anno stanno arrivando segnali di forza con l’indice Pmi manifatturiero arrampicatosi sui massimi a sei anni.
Le ultime stime della Commissione Europea vedono il Pil dell’area euro espandersi dell’1,7% quest’anno, in linea con quanto fatto nel 2016 quando l’Eurozona, per la prima volta dallo scoppio della crisi finanziaria, ha riportato una crescita superiore a quella degli Stati Uniti. "Il recupero si sta rafforzando - rimarca il team Research, Strategy and Analysis di Amundi Asset Management - e il sentiment è al livello più forte dal 2011, indicando che l'economia si è rafforzata nel primo trimestre con condizioni monetarie rimaste accomodanti". Amundi ritiene inoltre che la riduzione del rischio politico legato alle elezioni in Francia permettere di tornare a concentrarsi sui fondamentali, che sono migliorati significativamente negli ultimi trimestri.

Cresce l’appetito verso gli ETF del Vecchio continente
Solide indicazioni dal fronte economico che stanno contribuendo al riposizionamento degli investitori sull’azionario Europa, considerando anche la divergenza delle politiche monetarie sulle due sponde dell’Atlantico con la Federal Reserve pronta ad alzare nuovamente i tassi mentre la Bce dovrebbe lasciarli a quota zero anche nel 2018 (consensus Bloomberg). Crescente attenzione verso l’Europa testimoniata dai flussi in costante crescita sugli ETF azionari legati all’Eurozona che hanno raccolto oltre 3,7 miliardi di euro nei primi quattro mesi del 2017, con una consistente accelerazione in marzo ed aprile (oltre 1,6 miliardi di euro nel solo mese di aprile). “Un crescendo che va di pari passo con i positivi segnali in arrivo dal vecchio continente, in particolare la ripresa risulta incanalata su binari solidi – rimarca Vincenzo Sagone, responsabile ETF, Indexing & Smart Beta Business Unit di Amundi SGR - . A questo si aggiungono valutazioni dell’azionario Europa attraenti se confrontate a quelle di Wall Street, arrivate a livelli abbastanza tirati. Invece le valorizzazioni dell’MSCI EMU dovrebbero aver toccato i minimi nel 2016. “I replicanti – prosegue Sagone - hanno l’indubbio vantaggio di poter essere acquistati e valutati velocemente in quanto strumenti quotati e i flussi in ingresso negli ultimi mesi testimoniano il ritrovato appeal dell’azionario Europa dopo le difficoltà del 2016”.

Quali i vantaggi nel posizionarsi sull’azionario Europa attraverso gli ETF? Efficienza a livello di costi e semplicità di utilizzo sono certamente due cruciali punti di forza di questo innovativo strumento d’investimento. “L’ETF è indubbiamente uno strumento largamente diversificato per cogliere opportunità di mercato azionario della zona euro e Amundi, in qualità di leader europeo nella gestione del risparmio, annovera una vasta gamma di ETF che offrono esposizione alle azioni europee”, argomenta Sagone citando l'Amundi ETF MSCI Europe Ucits, che ha già accumulato circa 1 miliardo di euro di asset in gestione ed è anche il tracker più competitivo nella sua categoria con spese correnti dello 0,15%. “Amundi ETF offre un’ampia gamma di esposizioni per beneficiare della ripresa europea. I nostri ETF sulle azioni europee e dell’eurozona hanno raccolto 1,6 miliardi di nuove masse da inizio anno, dimostrando la preferenza degli investitori per la gamma Amundi ETF. Tali ETF su Eurozona, Europa ed EUM gestiscono già oltre 4,5 miliardi di euro”.

Ripresa poggia su basi solide
La ripresa economica dell’area euro, arrivata a otto trimestri consecutivi di crescita, è scortata dalle politiche monetarie accomodanti della Bce che stanno avendo i loro effetti sotto forma di aumento del credito bancario al settore privato e rafforzamento dei mercati immobiliari. Politica monetaria attesa ancora accomodante nel medio termine, con il quantitative easing che dovrebbe essere ridotto solo gradualmente di entità, probabilmente a partire dalla seconda metà dell’anno. Secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s le solide indicazioni macro avallano lo scenario di una ripresa economica destinata a proseguire a lungo estendendosi ben oltre il 2017.

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