Banche e promotori finanziari: a chi e come vengono distribuiti i prodotti del risparmio gestito in Italia

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Massimiliano Volpe

16 dicembre 2015 - 12:02

MILANO (Finanza.com)


In un periodo di elevata incertezza per i risparmiatori italiani, alle prese con le pesanti perdite registrate dalle obbligazioni subordinate e dalle azioni di banche non quotate in Borsa, analizziamo come le reti di promotori finanziari e le banche, soprattutto quelle private, distribuiscono i prodotti del risparmio gestito (fondi comuni e gestioni patrimoniali) tra i loro clienti.

Si tratta di prodotti come i fondi comuni e le gestioni patrimoniali che investono in panieri altamente diversificati di titoli, che consentono quindi di eliminare il rischio emittente delle singole emissioni e permettono di cogliere allo stesso tempo i diversi trend che si presentano sul mercato.  Una mossa che ha permesso ai loro clienti di non incappare nelle perdite registrate a coloro che hanno concentrato gran parte dei loro investimenti in prodotti illiquidi. Abbiamo preso spunto dalla ricerca condotta dall’ufficio studi di Assogestioni Mappa della distribuzione di fondi e gestioni retail (Quaderno di Ricerca 4/2015).

In testa le banche seguite dai promotori finanziari 

Secondo Assogestioni nell'ambito della distribuzione dei prodotti di risparmio gestito operano complessivamente 194 intermediari, cui corrispondono 246 distributori. Il canale prevalente è quello degli sportelli bancari con oltre 30.100 unità.  Seguono i promotori finanziari che totalizzano nel complesso 22.700 professionisti, di cui circa 1.900 facenti parte di strutture specializzate in clientela Private.

Nel complesso questo intermediari gestiscono per conto delle famiglie fondi comuni e gestioni di portafoglio per 590 i miliardi di euro. Il 72% di questi prodotti viene sottoscritto tramite gli sportelli bancari mentre il restante 28% fa capo alle reti di promotori finanziari. 

Il 60% viene sottoscritto dalla clientela Mass-Affluent mentre l’altro 40% dei è collocato presso clientela Private.

Nei soli fondi comuni Sono sono investiti 445 miliardi di euro; agli sportelli bancari è possibile attribuire il 68% del patrimonio collocato e ai promotori finanziari il rimanente 32%. Le masse collocate presso la clientela Mass-Affluent rappresentano il 71% del totale mentre il 29% dei fondi è detenuto da clientela Private. 

Le gestioni patrimoniali, nelle quali sono investiti 145 miliardi di euro, vengono sottoscritte tramite sportelli bancari per l'85% del patrimonio complessivamente collocato. Queste masse sono collocate in misura prevalente presso la clientela Private (69%). Le gestioni che investono in fondi oltre il 50% del proprio portafoglio rappresentano la metà (51%) dell'intero aggregato. Il 77% delle gestioni patrimoniali collocate ha un'esposizione in fondi nel range 25%-75%.

Architettura aperta, consulenza e conflitti di interesse 

Sulla base della distinzione tra fondi propri (promossi dal gestore di gruppo o dal partner strategico) e fondi di terzi, è possibile misurare il livello di apertura dei distributori, che pe offrire un servizio elevato al cliente dovrebbero operare in un sistema di architettura aperta. Più un sistema è aperto e minori sono i rischi di conflitti di interessi e rischi per l’investitore. Metà delle masse è collocata da distributori chiusi (0-25%); il 10% da quelli più aperti. Si tratta di un indicatore molto importate per valutare il servizio di consulenza prestato dal collocatore che dovrebbe essere in grado di selezionare il prodotto più indicato per il cliente tra una rosa particolarmente ampia di prodotti, evitando o limitando i prodotti della casa per ridurre i conflitti di interesse.

Secondo Assogestioni il dato medio di apertura del sistema distributivo dei fondi comuni è attualmente al 33%. Tenendo conto della circostanza che i fondi propri hanno un portafoglio che in alcuni casi può risultare investito in fondi di terzi in misura anche importante, il dato medio di apertura del sistema distributivo sale dal 33% al 39%. Un dato in linea con la media europea rilevata nel 2014 dalla società di ricerca Cerulli Associates secondo la quale la distribuzione dei fondi di terzi rappresenta il 33,9% del totale. Secondo gli esperti della società di analisi nel Vecchio Continente, un euro su tre che entra in fondi di investimento, lo fa attraverso intermediari estranei alle rete propria delle società di gestione. 

Una valutazione più generale del grado di apertura dell'architettura distributiva dei fondi comuni italiani è stata svolta da Assogestioni includendo nell'analisi anche la parte dei portafogli delle gestioni patrimoniali investita in fondi di terzi che, nel complesso, porta l'apertura complessiva del sistema distributivo a crescere lievemente portandosi dal 39% al 42%.

Dallo studio di Assogestioni emerge infine che i gestori con distribuzione integrata, ovvero quando il gestore colloca più del 75% dei propri fondi attraverso distributori di gruppo o partner strategici, rappresentano il 68% del patrimonio complessivamente collocato contro il 27% di gestori senza una rete propria. I gestori italiani presentano quasi tutti una distribuzione integrata, viceversa il 90% del patrimonio dei gruppi di gestione esteri, che non possono contare su una rete di distribuzione propria, è collocato in un contesto di distribuzione aperta.



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