UK: al via i negoziati a Bruxelles. Inglesi ora puntano su una "soft Brexit", salgono consensi per referendum bis    

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Daniela La Cava

19 giugno 2017 - 10:27

MILANO (Finanza.com)

 

 

 Soft o hard Brexit?

I negoziati sulla Brexit, che prendono oggi il via ufficialmente a Bruxelles, iniziano in un clima di incertezza politica per la Gran Bretagna dopo l'esito delle elezioni legislative dello scorso 8 giugno. Un risultato che ha visto la premier Theresa May vincere, senza tuttavia raggiungere la maggioranza assoluta in Parlamento. Il risultato è stato un "hung Parliament." Una situazione che si è letteralmente ribaltata per Theresa May rispetto a quando aveva indetto a sorpresa elezioni anticipate lo scorso aprile. E mette il Regno Unito in una posizione negoziale debole.

"Quando ad aprile il premier britannico Theresa May ha annunciato le elezioni anticipate, il suo scopo era quello di rafforzare sia la maggioranza del suo partito in Parlamento, sia la sua posizione, così da negoziare più efficacemente le modalità della Brexit", ricordano gli esperti di Amundi sottolineando che "un successo elettorale le avrebbe consentito di tener meglio testa all’ala più euroscettica dei Conservatori quando il governo britannico, nonostante la durezza della posizione iniziale, avrebbe dovuto fare inevitabilmente delle concessioni in vista di un accordo sostenibile con gli europei".

Soft o hard Brexit?
Secondo gli esperti di Amundi la scommessa perduta di May può essere ricondotta alla volontà di alcuni britannici di andare verso la strategia di una soft Brexit, scartando l’ipotesi di un’hard Brexit. Insomma gli inglesi sembrano aver perso fiducia, tanto che stando a un recente sondaggio condotto da Survation, il 53% degli intervistati vorrebbe addirittura un nuovo referendum al termine dei negoziati sulla Brexit con Bruxelles. Alla stessa domanda, posta nel mese di aprile, il 54% dei britannici aveva risposto di essere contrario a un referendum bis. E solo il 35%, stando un sondagggio del Mail on Sunday, è d'accordo con la dichiarazione di Theresa May secondo la quale "non avere nessun accordo è meglio che averne uno cattivo". Il 69% degli inglesi si è espressa contro l'abbandono dell'unione doganale, un elemento chiave nelle trattative.

 

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