Rebus quota 100: Salvini rassicura su nessun rinvio, ma per statali rischio assegno a fine 2019

  • rss
  • Dillo su Twitter!
  • Mi piace
  • commenti
  • font +
  • font reset
  • font -
  • stampa

Laura Naka Antonelli

6 dicembre 2018 - 13:28

MILANO (Finanza.com)

I dubbi su quando diventeranno operativi sia quota 100 che il reddito di cittadinanza persistono, soprattutto alla luce delle novità che vengono battute dalle agenzie di stampa e riprese dai giornali. Così L'Agi, nell'elencare le 53 novità presenti nella manovra del governo M5S-Lega:

"In manovra ci sono solo i due fondi con gli stanziamenti per le due misure cardine su cui è incentrata la trattativa con Bruxelles: circa 7 miliardi per quota 100 per il superamento della riforma Fornero e 9 miliardi per il reddito di cittadinanza, nel complesso 16 miliardi. Ma dei provvedimenti attuativi (possibile un emendamento per quota 100) a cui sono rimandati gli interventi non c'è traccia. Sembra ormai chiaro che il passaggio a Montecitorio non sarà quello decisivo per sciogliere i nodi. E che il governo punta a prendere tempo e a rinviare tutta la partita, compreso il taglio delle pensioni d'oro, al Senato".

Un articolo de La Stampa parla anche dello screzio tra i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini da un lato e il premier Giuseppe Conte dall'altro, lasciando intendere che l'idea del presidente del Consiglio, per ammorbidire la posizione di Bruxelles ed evitare la procedura di infrazione, è quella di far slittare, per l'appunto, le due misure. Ma la proposta viene subito bocciata dai due vicepremier:

"Giugno è troppo tardi. Luigi Di Maio non ne vuole sentire parlare di spostare l'avvio del reddito di cittadinanza a metà del 2019, dopo le elezioni Europee. E con lui Matteo Salvini, che segue la scia dell'alleato per non affondare la coalizione. Eppure era questa la proposta che aveva in mente Giuseppe Conte quando spiegava che spostare più in là le riforme non sarebbe stato un tradimento e avrebbe permesso di rosicchiare ben oltre un miliardo di risparmi".

La conferma del fatto che non ci sarà nessun slittamento a giugno arriva dallo stesso vicepremier leghista Salvini che, in un intervento a Mattino Cinque su Canale 5, afferma:

"Quota 100 e reddito di cittadinanza slittano a giugno? Smentito stamattina dal presidente del Consiglio, che su questo mi ha messaggiato: i giornali italiani sono incredibili e attribuiscono pensieri, opere o azioni inesistenti. Io a volte leggo sui giornali cose di me che non so neanche io, ceno con gente che non conosco, telefono a gente di cui non ho il numero: ogni tanto mi stupisco, fa parte del gioco".

"Mi sono impegnato a cominciare a smontare la legge Fornero pezzo per pezzo - ha continuato il vicepremier leghista e ministro dell'Interno - e fosse l'ultima cosa che faccio al mondo il mio obiettivo è azzerarla e restituire il diritto alla pensione, alla vita, al lavoro a milioni di italiani. Poi se comincia il primo febbraio o il primo marzo non casca il mondo, ma si deve cominciare a inizio 2019".

Sulle risorse a disposizione in manovra, Salvini ha ricordato che "abbiamo messo a disposizione per avviare un'opera di giustizia sociale di riforma delle pensioni e del lavoro 6,5 mld di euro: ci sono ed entro oggi i tecnici devono darci i dati definitivi, stanno valutando quanti italiani useranno la possibilità che il governo mette loro a disposizione. Se emergesse che ne serviranno meno, una parte li useremo per sistemare le scuole, gli ospedali, le strade, le montagne, non li lasceremo lì".

La stessa agenzia Askanews riporta quanto affermato da una fonte della presidenza del Consiglio, ovvero che non è previsto "nessuno slittamento del reddito di cittadinanza". Nel commentare il rumor della Stampa, che ha pubblicato l'articolo dal titolo "Reddito, è lite nel governo. Conte: slitta a giugno. Di Maio e Salvini lo gelano", a Palazzo Chigi si parla di un "titolo totalmente fake".

Intanto precisazioni su quota 100 sono arrivate ieri, nel corso della trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa, dal sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon.

Durigon ha reso noto che "nel 2019 si potrà andare in pensione anticipata, indipendentemente dall'età, con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi le donne), senza quindi che scatti per queste pensioni l'incremento di cinque mesi dell'aspettativa di vita previsto per l'anno prossimo".     

Tuttavia, ci sono alcune contraddizioni, soprattutto alla luce di quanto assicurato oggi da Salvini, sul fatto che lo slittamento a giugno non ci sarà.

Dalle dichiarazioni rilasciate da Durigon su quota 100, emerge che i lavoratori privati che abbiano maturato i requisiti entro il 31 dicembre del 2018, potranno ricevere il primo assegno nell'aprile 2019, mentre per quanto riguarda gli statali la prima pensione arriverà nell'autunno del 2019 in quanto gli statali dovrebbero disporre di una prima "finestra" per andare in pensione solo a partire da giugno. Per quota 100 si prevedono infatti finestre trimestrali per i privati, e semestrali per gli statali

Di Maio veste intanto i panni di Babbo Natale, promettendo in un intervento a "Stasera Italia", su Rete 4, "che nei  giorni prima di Natale gli italiani avranno reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza, quota 100, rimborsi ai truffati delle banche e Ires al 15% per le imprese".

Lascia un commento

per poter lasciare un commento è prima necessario eseguire il login

Brown Editore S.r.l. - Viale Sarca, 336 Edificio 16 - 20126 Milano - Tel. 02-677 358 1 - P. IVA 12899320159 - e-mail: [email protected]