Piazza Affari chiude a -0,88%, debacle per Leonardo e Tim. Male anche i petroliferi

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Titta Ferraro

9 novembre 2018 - 17:50

MILANO (Finanza.com)

Piazza Affari chiude male l’ottava pagando ancora le tensioni tra Italia e UE. L'indice Ftse Mib ha ceduto quasi 1 punto percentuale (-0,88% a quota 19.258 punti) con gli investitori che guardano nuovamente alle crescenti tensioni con l'UE.

"Lo spread calerà non appena metteremo nero su bianco le norme del reddito cittadinanza e quota 100", ha dichiarato questa mattina il vice premier, Luigi Di Maio. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si è però riportato oggi a cavallo della soglia dei 300 pb. Ieri la Commissione Europea ha rivisto al ribasso le stime sul rapporto deficit-Pil dell'Italia. Per il 2019, Bruxelles prevede un deficit-Pil al 2,9%, per il 2020 al 3,1%. Il governo per bocca del ministro Tria ha ribadito oggi che non intende modificare la Manovra e, anzi, il rallentamento economico in atto giustifica ulteriormente una manovra espansiva.
Sul parterre milanese si segnalano i forti cali di Tim (-4,83%) dopo la maxi svalutazione da 2 miliardi di euro decisa ieri dal cda e che ha portato il risultato netto dei primi 9 mesi dell'anno in rosso per 800 milioni.
Peggio ha fatto Leonardo (-8,79%) che non ha centrato le attese degli analisti sul fronte ebita che potrebbe precludere il raggiungimento dei target a fine anno. Reazione positiva ai conti invece per Salvatore Ferragamo (+2,05%) nonostante il calo del 3,3% dei ricavi nei primi 9 mesi dell'anno.

A livello settoriale spicca la debacle del settore oil con Saipem giù del 5% circa in scia al nuovo calo del petrolio (Wti sotto i 60$ e Brent sotto quota 70$).

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