Mustier (UniCredit): Alitalia? Non possiamo perderci ancora. In tre anni perdite da mezzo miliardo

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Laura Naka Antonelli

20 aprile 2017 - 17:11

MILANO (Finanza.com)

Mentre cresce l'attesa sul verdetto che i dipendenti di Alitalia daranno al pre-accordo sul piano industriale raggiunto tra l'azienda e i sindacati, Jean-Pierre Mustier, numero uno di UniCredit, lo dice molto chiaramente:

"Non possiamo perderci ancora. In tre anni come Unicredit abbiamo perso mezzo miliardo di euro per sostenere Alitalia. Cosa altro possiamo fare? Continuiamo a lavorare ma serve una soluzione sostenibile e sostenibile nel lungo termine".

Unicredit è presente nel capitale di Alitalia con una quota del 12,9%. Sulla stessa linea l'opinione del direttore generale della banca, Gianni Franco Papa:

Così Papa:

"Il processo negoziale sulla ristrutturazione di Alitalia è ancora in corso e la banca è impegnata a trovare una soluzione migliore nell'interesse dei suoi stakeholder". 

"Abbiamo sempre sostenuto Alitalia e vorremmo continuare a farlo in futuro. Per questo dobbiamo essere certi che per Alitalia vi sia una soluzione sostenibile in una prospettiva di lungo periodo. Fino ad oggi abbiamo registrato perdite per quasi 500 milioni di euro. Mezzo miliardo di euro è una cifra importante, sono tanti soldi. Ogni decisione dovrà proteggere e considerare in modo adeguato gli interessi dei dipendenti, dei clienti e degli azionisti di Unicredit".

Le dichiarazioni sono state rilasciate da Papa e Mustier in occasione dell'assemblea degli azionisti di UniCredit, che si è svolta nella giornata di oggi nella sede romana della banca, e che ha praticamente presentato la nuova UniCredit post aumento di capitale.

Un segnale di ottimismo e di speranza è arrivato oggi dal presidente designato Luigi Gubitosi che, in un'intervista rilasciata al Messaggero, ha detto che Alitalia ce la può fare.

"Se il referendum sul pre-accordo siglato tra azienda e sindacati nei giorni scorsi vedrà prevalere il sì, vi sarà un aumento di capitale di circa 2 miliardi, di cui oltre 900 di nuova finanza per far ripartire la compagnia e assumerò i pieni poteri. Non voglio pensare all'alternativa. E poi aggiungo che la cura giusta, già sollecitata dal presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo che si è molto impegnato su questo fronte, richiede forte discontinuità per cambiare rotta".

Gubitosi ha detto chiaramente che non esistono alternative all'accordo. A parte una: "un accompagnamento verso la liquidazione dell'azienda, il fallimento".

Il presidente designato non vuole al momento considerare questa ipotesi e si focalizza sulla strategia di rilancio che si dovrà concentrarere, ha sottolineato nell'accelerazione dell' "apertura di nuove rotte a lungo raggio e con l'arrivo di nuovi aerei per servirle". Maggiore chiarezza deve essere fatta sul management, in quanto per Gubitosi, se 
"nei quadri intermedi e tecnici ho trovato grande competenza e attaccamento all'azienda e incontrato piloti e assistenti di volo di grandissima competenza", "per quanto riguarda il top management ci sono luci e ombre".

E dunque via a possibili sostituzioni. "Penso proprio di sì - dice, rispondendo al cronista - E' normale che ci possano essere degli avvicendamenti, bisogna aspettarsi una forte discontinuità".

Tornando a UniCredit, Mustier ha  espresso oggi tutta la sua fiducia non solo nella banca ma anche nel paese Italia. "Gli investitori esteri stanno scoprendo che l'Italia è un paese molto interessante, il costo del debito è basso e la qualità delle imprese è molto buona. Inoltre ci sono le misure positive prese dal Governo non solo nell'economia ma anche per le banche".  Il ceo ha sottolineato anche che Unicredit "è una banca attraente dove, dopo l'aumento di capitale, gli investitori internazionali hanno complessivamente una partecipazione del 65%. Ma questo interesse si è allargato anche alle nostre obbligazioni, abbiamo avuto 200 nuovi investitori".

Dichiarazioni confortanti anche dal presidente di UniCredit, Giuseppe Vita, che ha affermato che, con l'aumento di capitale, "i nostri indici patrimoniali sono tornati ai livelli delle altre banche di rilevanza sistemica ed è stato possibile proseguire nel percorso di rafforzamento con azioni risolutive dei crediti deteriorati". Ancora, Vita ha detto che "la fiducia dimostrataci dal mercato si è riflessa nell'andamento del titolo in Borsa, che dal giorno del Capital Market Day a oggi è cresciuto di più dell'indice bancario europeo. E anche ieri il mercato ci ha voluto dare un segnale".

Vita ha comunque sottolineato che "un esito così positivo" della ricapitalizzazione non era affatto scontato. "Solo pochi mesi fa, infatti, il mercato ha negato ad altre banche capitali anche per importi molto inferiori al nostro. Ciò vuol dire che fondi e investitori istituzionali hanno riconosciuto la validità del piano e la capacità del nostro management di realizzarlo".

Rimane il nodo dei crediti deteriorati, con il presidente che ha ricordato che, "nonostante le azioni di contenimento già portate a termine negli ultimi anni, i crediti inesigibili sono un fardello che da tempo appesantisce i bilanci della banca". Detto questo, "di concerto con le autorità di vigilanza abbiamo intrapreso azioni radicali sui crediti deteriorati, con costi più alti nell'immediato, che consentiranno alla banca di dedicarsi al 100% al proprio sviluppo".

 

 

 

 

Mustier ha reso noto comunque la "riduzione significativa dei crediti deteriorati, grazie ad azioni decise per ridurre il rischio" e di un livello totale degli npl che è al minimo record dalla metà del 2010, dunque da sette anni circa.

Riguardo al bilancio del 2016, in particolare, le sofferenze sono scese del 36% e le inadempienze probabili hanno segnato una flessione del 9%. "La qualità dell'attivo è in continuo miglioramento a conferma della nostra solidità", ha fatto notare il dirigente francese, mettendo in evidenza anche che "Unicredit è in anticipo sulle regole di Basilea 3", che andranno in vigore tra due anni.  

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