Inflazione rivista all'1,6% annuo. Trentino, Emilia Romagna e Piemonte le regioni più care

  • rss
  • Dillo su Twitter!
  • Mi piace
  • commenti
  • font +
  • font reset
  • font -
  • stampa

Valeria Panigada

14 settembre 2018 - 11:24

MILANO (Finanza.com)

inflazione
In Italia il tasso di inflazione si attesta all'1,6% su base annua, secondo la lettura finale dell'Istat relativa ad agosto. La stima preliminare era per un'inflazione all'1,7%. Su base mensile, quindi nei confronti di luglio, l'indice dei prezzi al consumo ha segnato un aumento dello 0,4 per cento. Si tratta della quarta accelerazione consecutiva dei prezzi.

Ad agosto l’inflazione continua a essere largamente sostenuta dai beni energetici e da quelli alimentari: insieme queste due componenti spiegano per oltre un punto percentuale la variazione dell’indice. A questi si aggiunge un vero e proprio balzo dei servizi relativi ai trasporti (+2,8% rispetto all'anno scorso) che, a causa soprattutto del trasporto aereo, hanno determinato l’accelerazione dell'inflazione rispetto a luglio. Per le spese frequenti, i cosiddetti prodotti ad alta frequenza di acquisto, la crescita dei prezzi continua ad essere relativamente elevata (poco meno del 3%). Al netto delle componenti più volatili, vale a dire gli alimentari e i beni energetici, l’inflazione rimane comunque al di sotto dell’1%.

La mappa dei rincari
Nonostante la revisione al ribasso rispetto alla stima preliminare, l'inflazione è salita e rappresenta pur sempre una stangata per le famiglie italiane. Secondo i calcoli dell'Unione Nazionale Consumatori, per una coppia con due figli, l'inflazione all'1,6% si traduce in una maggior spesa annua complessiva di 537 euro.

Secondo lo studio dell'associazione di consumatori, in testa alla classifica delle regioni più costose in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l'inflazione al 2% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 566 euro su base annua. Segue l'Emilia Romagna, dove l'incremento dei prezzi pari all'1,9% implica un'impennata del costo della vita pari a 517 euro, terzo il Piemonte, dove l'inflazione dell'1,9% genera una spesa annua supplementare di 485 euro.

In testa alla graduatoria delle città più care, in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano che, con un'inflazione del 2,4%, ha la maggior spesa supplementare, equivalente, per una famiglia tipo, a 798 euro su base annua. Al secondo posto, Reggio Emilia dove il rialzo dei prezzi del 2,4% determina un aumento del costo della vita, per la famiglia media, pari a 673 euro, terza Ravenna, dove l'inflazione del 2,3% comporta un aggravio annuo di spesa di 645 euro.

Si prevede autunno bollente sul fronte prezzi
“Si prevede un autunno bollente sul fronte dei prezzi e delle tariffe, con listini in aumento e rincari a catena a danno delle famiglie, in particolare nel comparto scuola, alimentari ed energia – prevede il Codacons – Sulle tasche dei consumatori pende poi la spada di Damocle del possibile aumento Iva, mentre si attende l’annunciato taglio alle accise sui carburanti che consentirebbe di spegnere la fiammata dell’inflazione”.

Lascia un commento

per poter lasciare un commento è prima necessario eseguire il login

Brown Editore S.r.l. - Viale Sarca, 336 Edificio 16 - 20126 Milano - Tel. 02-677 358 1 - P. IVA 12899320159 - e-mail: [email protected]