Piazza Affari cede terreno, male Mediaset

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A mercato chiuso

13 marzo 2018 - 17:41

MILANO (Finanza.com) Piazza Affari ferma la striscia positiva a quota cinque, L’indice Ftse Mib chiude in calo dello 0,32% a quota 22.690 punti in attesa che inizino le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Su tale punto il candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, ha espresso un secco no all’ipotesi di un governo istituzionale o di tutti. Preoccupazione nelle parole del ministro Padoan che ha rimarcato come in Europa ci sia forte apprensione sull’Italia che rappresenta un elemento di incertezza.

Sul fronte macro nessuna sorpresa dall’inflazione Usa, ultimo test significativo prima del meeting Fed di settimana prossima che con ogni probabilità apporterà il primo rialzo dei tassi. A febbraio l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% su base mensile, in linea con le attese, rallentando il passo rispetto al +0,5% di gennaio. La componente core, che esclude i prezzi dei beni energetici e alimentari, è salita anch'essa dello 0,2%, come previsto dagli analisti. Su base annua, l'inflazione è salita al 2,2% dal 2,1% precedente.

Tra i titoli di Piazza Affari deciso spunto rialzista per Unipol (+2,88%) grazie alla promozione a buy decisa oggi da Kepler Cheuvreux. Seduta difficile per Mediaset che cede 4 punti percentuali. Sul titolo del Biscione pesa il taglio di raccomandazione da parte di JP Morgan che ha abbassato il giudizio da neutral a underweight, con prezzo obiettivo a sua volta corretto al ribasso da 3,2 euro a 3,1 euro. Tagliate le stime legate alla raccolta pubblicitaria e di conseguenza quelle sull'ebit.
Segno meno anche per Telecom Italia (-2,37%) con le prime ricostruzioni a seguito dell'incontro tra Genish e il fondo Elliott che vedono il ceo di Telecom fermo sulle proprie posizioni facendo intendere che le richieste del fondo attivista sono state considerate in sede di stesura del piano e ritenute non percorribili attualmente. Stando alle indiscrezioni riportate da Il Messaggero, le quattro richieste avanzate da Elliott sarebbero la scissione proporzionale della rete con attribuzione ai soci Telecom Italia delle quote di NetCo (newco all'interno della quale è destinata la rete), conversione subito delle azioni di risparmio, dividendo straordinario e cambio governance.

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